Club dei fringillidi Italiano


Vai ai contenuti

allevare il ciuffolotto

articoli

Foto e testi a cura di Marco Novelli

Allevare il Ciuffolotto (Phyrrula phyrrula) by Marco Novelli


Tra le tante specie di Fringillidi, a contendersi il primato di più bella del reame, nelle prime posizioni penso si possa inserire senza il rischio di fare torto a nessuno, il Ciuffolotto. Credo che non abbia bisogno di una particolare presentazione in quanto è sicuramente noto a tutti il suo magnifico aspetto esteriore , e io , come tanti altri allevatori, ne sono rimasto affascinato sin da bambino. Per anni ne ho tentato la riproduzione, sia in gabbioni che in voliere, senza nessun risultato. Anzi per dirla tutta il risultato c'era eccome: il fegato ( il mio!!) s'ingrossava sempre di più dal nervoso. Nella migliore delle ipotesi raccoglievo delle uova in terra per poi metterle in cova a delle canarine con la prospettiva di vederli nascere per poi morire dopo appena 1 o 2 giorni.

Non facevano il nido ,o meglio, giravano in continuazione con del materiale nel becco alla ricerca di non so cosa per poideporre in terra uova perlopiù fecondate. Non so perché si comportassero in questo modo ; l' unica spiegazione plausibile stava nella provenienza di questi uccelli visto che in seguito le cose sono notevolmente cambiate. Si trattava con tutta probabilità di Ciuffolotti di cattura, anellati da commercianti senza scrupoli (ce ne sono, eccome se ce ne sono), che non riuscivano ad adattarsi alla cattività. Nel nostro piccolo mondo ornitologico esistono persone che pur non avendo mai visto l'ombra di un uovo di uccello, tranne quello di gallina, riproducono decine di indigeni ogni anno, guarda caso tutti ancestrali e nessun soggetto mutato (boccaccia mia taci!!!!). Ma a questi signori (scusate ma la S maiuscola non mi viene proprio) gli indigeni mutati non piacciono, anzi, a sentire loro, sono molto più belli nei colori originali. Comunque sia, il primo consiglio che vi posso dare è di cercare sempre ciuffolotti dalla provenienza nota , che non abbiano fatto tanti passamano prima di arrivare fino al vostro allevamento soprattutto, se si tratta di soggetti ancestrali , che siano nati in cattività. Se vi è possibile rivolgetevi sempre ad allevatori ( allevatori veri!!!!!! ) che vi possano fornire indicazioni sul tipo di alimentazione da loro adottata . Ce ne sono tantissimi molto seri e preparati. Proprio in questo modo ho iniziato a riprodurre (finalmente) i ciuffolotti . Ho acquistato da un allevatore del nord Italia, due coppie di Ciuffolotti , una ancestrale ed una coppia di bruni, che nella primavera successiva , si sono riprodotti con successo. In seguito ho aggiunto altri soggetti, sia ancestrali sia mutati, senza più avere particolari problemi. L' unico problema che restava da risolvere era la misteriosa patologia respiratoria che minava la salute dei ciuffolotti . Chiunque abbia posseduto dei Ciuffolotti sa, con tutta probabilità, di cosa sto parlando. E' un'infezione alle vie respiratorie che inizialmente si manifesta con difficoltà nella respirazione e con l'apertura ritmica del becco. A volte, questi sintomi, possono andare avanti per mesi senza compromettere lo stato di salute dei soggetti colpiti per poi improvvisamente aggravarsi fino a portare alla morte i soggetti colpiti. Fu proprio leggendo I.O. che casualmente trovai la soluzione a questo problema . Ricordo che avevo una Ciuffolotta bruna, in procinto di riprodursi, che cominciò a manifestare i primi sintomi e a distanza di pochi giorni questi si erano già aggravati. Ebbene leggendo l' articolo su I.O. ( se non ricordo male l' autore era F. Chieppa che ancora ringrazio) rimasi molto colpito da quello che vi era scritto. Si parlava di un medicinale (Rubrocillina veterinaria) che, iniettato per via intramuscolare in canarini sofferenti per patologie respiratorie, portava a guarigione i soggetti trattati nel giro di poche ore. La dose consigliata era di 0,2 ml utilizzando una siringa da insulina. Siccome non credevo e non credo ai miracoli li per li lasciai perdere. Il giorno seguente la Ciuffolotta era peggiorata ancora e mi convinsi che, perso per perso valeva la pena di tentare. Mi recai dal veterinario per la ricetta il quale cerco di dissuadermi dalla cosa in quanto, secondo il suo parere, la C. mi sarebbe morta nelle mani per le difficoltà legate al fare un iniezione in un essere cosi piccolo. Testardo come al solito, volli tentare lo stesso. Venuto in possesso del medicinale in questione, con mano tremante presi la Ciuffolotta , le spiumai una parte di petto e con molta delicatezza infilai l'ago. Dopo aver iniettato il liquido bianco, pulii la ferita con alcool e misi la Ciuffolotta in una gabbia. Devo dire la verità non aveva un bell'aspetto e pensai che non sarebbe arrivata al giorno successivo. Dopo un ultima occhiata andai a pranzo. Alle cinque, di ritorno dal lavoro, passai in allevamento per controllare la situazione e quando mi trovai di fronte alla gabbia della Ciuffolotta, spalancai gli occhi incredulo. La Ciuffolotta era su un rametto di pyracantha intenta a mangiare bacche più tirata che mai ; quello che più mi sembro incredibile era che non "pippava" più. Vi dirò di più a distanza di una decina di giorni , depose il primo uovo allevando, in quella stagione, "solo" tre piccoli. Per la prima volta, nella mia carriera di allevatore, un uccello malato era guarito. Dopo questo caso, ne sono seguiti altri , tutti risolti nel migliore dei modi e non solo con ciuffolotti. La cosa a cui dovete prestare più attenzione è non andare in profondità con l'ago ma far si di infilarlo proprio sotto la pelle. Oggi ,devo dire che i casi di ciuffolotti che "pippano" , nel mio allevamento, sono quasi scomparsi del tutto . Probabilmente è dovuto al fatto che hanno ormai diverse generazioni di cattività alle spalle. Faccio presente che io vivo a Pesaro, sul mare, e il clima di queste parti non è certo dei migliori per i ciuffolotti. Dopo aver felicemente risolto questo grossissimo problema ho iniziato a studiare il sistema migliore per mantenerli e portarli alla riproduzione. Per sintetizzare al massimo quello che penso riguardo l'alimentazione degli uccelli in generale vi riporto il paragone che mi ha fatto in una e-mail il mio caro amico e cicerone, nei miei viaggi in Belgio, Ghislain , che approfitto per salutare; la mail in questione diceva: "penso che i nostri amici uccelli siano come i bambini che, durante il giorno, se hanno a disposizione dolci, mangiano solo questi; poi quando arrivano pranzo e cena non ne vogliono sapere di mangiare".Credo che il significato sia chiaro a tutti: evitare il più possibile semi grassi e fornite la giusta dose giornaliera di semi in modo che questa venga consumata per intero. L' alimentazione che ho adottato è semplicissima e si basa su un buon misto per canarini con l' aggiunta di perilla più, a parte, un misto composto da girasole bianco, striato, nero piccolo, cartamo, grano saraceno e canapuccia tutto in parti uguali, fornito in piccole dosi giornaliere. Spighe di panico a volontà ( mi raccomando di produzione italiana).Giornalmente fornisco frutta e ortaggi di stagione ( pere, mele, cetrioli etc etc). Saltuariamente bacche di ligustro , sambuco. pyracantha etc che mi riesce di trovare. Cerco sempre di razionalizzare al massimo le cose in quanto allevo diverse specie di fringillidi (fringuelli, organetti, trombettieri etc) e non ho il tempo sufficiente per preparare diversi tipi di alimenti.Questo vuol dire un misto di sementi uguale per tutti più, a parte, quello che può servire ad integrare l'alimentazione di ogni specie.Non metto a disposizione nessun tipo di pastone.Tutto questo durante il riposo invernale. Verso la fine di gennaio inizio a preparare i soggetti all'alimentazione che servirà poi per il periodo riproduttivo. Alla normale alimentazione del periodo invernale, aggiungo, una o due volte la settimana in piccole dosi, semi germinati asciugati con cus-cus o se preferite con un pastone secco ( a basso tenore proteico), mischiati con tarme congelate (buffalo , pinkyes) passate in precedenza sotto acqua calda. Sopra questo mischione aggiungo alcuni pezzi di frittata ( quattro uova + un bicchiere di latte) che si rivelerà molto utile poi in fase di allevamento e di svezzamento. Abituare per tempo gli uccelli a quella che sarà poi l' alimentazione per l' allevamento, ritengo sia una delle cose più importanti per garantire il successo nella riproduzione. Visto che ho ricevuto diverse telefonate, tutte sullo stesso argomento, cioè come preparo i semi germinati, vi spiego il mio sistema ed i semi che utilizzo. Innanzitutto i semi che utilizzo sono: niger (tre parti),girasole piccolo nero ( due parti) e lattuga bianca ( una parte). Utilizzo solo questi semi in quanto germinano in un tempo brevissimo rispetto ad altri che necessitano di tempi più lunghi. Raccomando l'utilizzo di semi freschi e di sicura germinabilità. Al mattino, verso le sette , metto i semi in ammollo in un recipiente in circa 4 litri d'acqua a cui aggiungo 5ml di amuchina. Intorno alle tredici , quindi dopo sei ore, scolo i semi in un setaccio sciacquandoli energicamente per qualche minuto. Avvolgo il setaccio con i semi in uno straccio, e qui li lascio riposare , avendo cura di risciacquarli più volte possibile nel corso della giornata, fino al mattino successivo. Alle sette del mattino successivo risciacquo i semi, li lascio scolare per circa dieci minuti, aggiungo del cus-cus o del pastone secco per eliminare l'umidità residua ed ecco pronto da servire. In tutto, il ciclo, si conclude in 24 ore e se i semi sono di buona qualità vedrete che avranno già emesso il loro gambuccio. Cosa molto importante è la temperatura che deve essere di circa 22 gradi per cui, nei periodi freddi o che non assicurano questa temperatura, conviene tenere i semi in fase di germinazione, in casa. Per quanto riguarda la preparazione della frittatina , metto un bicchiere di latte in una padella,aggiungo 4 uova , mischio tutto con un forchettone e lascio cuocere come una normale frittata. Questo alimento lo utilizzo per tutti gli uccelli che allevo e devo dire che da quando ho iniziato ad usarlo le cose sono migliorate . Non utilizzo erbe prative perché se si abituano, durante l'allevamento cercheranno solo queste. Sappiamo benissimo che durante la primavera queste erbe sono facili da reperire . Non è la stessa cosa nel periodo dell'allevamento, quando cominciano a scarseggiare, ed i Ciuffolotti abituati a queste, ne andranno continuamente alla ricerca rifiutando gli altri alimenti che noi potremmo assicurare loro. Semi germinati + tarme congelate + frittata sono più che sufficienti ai piccoli Ciuffolotti, per una rapida crescita. Non faccio assolutamente uso di medicinali preventivi e di integratori alimentari. Ritengo che i miracolosi prodotti per l'ornitologia (medicinali, vitamine, sali minerali etc ) siano la cosa più inutile che posso dare ai miei uccelli. Sementi fresche e di ottima qualità integrate da frutta, verdura ed ortaggi contengono vitamine e sali in quantità più che sufficienti a mantenere in ottima salute i miei uccelli. Questo è tutto per quanto riguarda l'alimentazione. Parliamo adesso della riproduzione. Non è facile ma nemmeno difficilissima come per altri fringillidi. In determinate condizioni i ciuffolotti allevano benissimo la propria prole. Non sono rare nidiate da 5 o 6 piccoli felicemente svezzati. Importantissimo schermare i nidi con del verde naturale o artificiale. Il materiale per la costruzione del nido va dai fili di sisal per l'interno, ai rametti anche piuttosto grossolani, per l'esterno. La classica juta viene in genere ignorata. Il più delle volte viene scelto il nido nella posizione più riparata, al contrario di tanti altri fringillidi che scelgono le posizioni più illuminate. Non ho mai sostituito le uova in quanto le Ciuffolotte iniziano la cova anche al 4° o 5° uovo.Le uova schiudono dopo 13 o 14 giorni ed i piccoli si svezzano intorno ai 35 giorni. Ho potuto constatare che la maggior parte dei maschi sono padri e compagni meravigliosi per cui uova rotte o altri inconvenienti rappresentano l'eccezione. L'allevamento da parte delle balie è possibile purché queste vengano preparate per tempo ad un'alimentazione a base di proteine animali , ed i piccoli nascano forti e vigorosi . Nella stagione appena trascorsa, ho avuto due piccoli felicemente portati allo svezzamento da una canarina ed uno da una ciuffolotta messicana . Per la scelta degli alloggiamenti e sempre da preferire una voliera anche se in capaci gabbioni e possibile ottenere buoni risultati. In gabbia non ho mai provato e non credo sia possibile riuscire ad ottenere risultati positivi a meno che non abbiate tanta fortuna . Per quanto riguarda l' alimentazione e la riproduzione mi sembra di aver spiegato tutti i sistemi da me adottati. Quanto scritto sopra, non ha la pretesa di insegnare niente a nessuno, cerco solo di riportare per filo e per segno, senza presunzione, il mio modo di allevare, che, risultati alla mano (vedasi foto allegate), nel mio allevamento funziona. Mi piacerebbe tanto che anche altri allevatori lo facessero , con sincerità e senza tanti segreti, per poter mettere le proprie esperienze al servizio di tutti. In fondo non è poi così difficile buttar giù due righe , basta solo averne voglia. Ogni uccello riprodotto in più in cattività, con tutta probabilità vorrà dire un uccello in meno catturato in libertà. In Belgio , dove ormai mi reco ogni anno nel mese di ottobre, ho trovato una forte collaborazione tra allevatori e il risultato di questa è sotto gli occhi di tutti. Tutti gli allevamenti che ho avuto la possibilità di visitare, vengono mantenuti nella maniera più semplice e razionale possibile senza tanti fronzoli e nelle mangiatoie forniscono tutti gli stessi alimenti. A buon intenditor poche parole. Per chi non fossi stato chiaro ed avesse bisogno di altre informazioni rimango a disposizione al n° 3285814043 o marconovelli67@tiscali.it Un cordiale saluto a tutti.


Home Page | il club | perchè iscriversi | come iscriversi | gli iscritti al club | lo statuto del club | foto indigeni | foto esotici | foto ibridi | video | genetica | siti web personali | articoli | i nostri sponsor | mercatino | Mappa del sito


clubdeifringillidiItaliano tutti i diritti riservati | clubdeifringillidi@tiscali.it

Torna ai contenuti | Torna al menu