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Testo a cura di Jean Eric Adam
Il Cardellino (Carduelis carduelis) by Jean-Eric Adam
Gentilmente concesso da EUROBIRD&CO
Un ringraziamento particolare a Carlo Grassi per la traduzione
Introduzione
Da sempre, il cardellino ci ha affascinato per la melodia del suo canto, per il suo volo “ondulato”, e per l'armonia dei suoi colori. Questo uccello vivo ed istintivo, dimora ovunque gli sia possibile trovare il suo pasto. E’ per questo che si può incontrarlo nei campi coltivati, negli spazi aperti piantumati con arbusti e nei boschetti. Apprezza anche i campi delimitati con filo di ferro (recintati), i frutteti con albero da frutto, e non è raro osservarlo anche in ville ,parchi ed altri spazi verdi.
Descrizione
Il cardellino può misurare da 12 a 14 cm nella forma ancestrale. La sottospecie nordica, carduelis carduelis major, più comunemente allevata in cattività, è più grande. Il suo peso varia tra 14 e 18 grammi. Il cardellino non possiede dimorfismo sessuale nettamente distinguibile. La sua testa è mascherata di un rosso intenso sulla faccia, una banda nera orna il disopra del cranio per ridiscendere nella nuca. Due bande bianche a livello delle guance, determinano la separazione della maschera rossa dalle bande nere. Le ali sono nere attraversate da una larga barra alare giallo vivo. Le remiganti terminano con delle " perle " bianche. La coda è nera ornata di " orlature " bianche sul disotto e di " perle " bianche sul disopra. La schiena è bruna, il codione è bianco e sull’alto petto si distingue il disegno di un fungo di uno splendido colore bruno. Per determinare il sesso dei cardellini, si può tenere conto della larghezza della maschera e dell'intensità del nero sulle spalline. Il maschio possiede, in generale, una maschera più grande che supera leggermente gli occhi e le sue spalline sono più nere e più intense. La femmina è caratterizzata da una spallina nera mescolata di bruno. La diffusione del colore bruno sulle guance può anch’essa dare un'indicazione, ma in questo caso è più aleatoria.
COMPORTAMENTO E NIDIFICAZIONE IN NATURA
Grazie al suo becco fine e lungo, il cardellino arriva ad estrarre i semi del cardo fino all’interno dello stesso (il suo cuore). Il suo menù è costituito prevalentemente di semi delle diverse piante di cardi, ma non disdegna anche semi di cicoria a metà maturazione, graminacee, betulla, ontano e di platano. Uccello abbastanza socievole, non è raro vederlo mischiato in piccoli gruppi ad altri uccelli dello stesso genere (verdoni, fanelli, etc). Nel periodo degli amori, la femmina costruisce un nido che è un piccolo gioiello di erbe fini, radici intrecciate tessute con ragnatele, bozzoli di crisalidi, di crini e di fibre vegetale. Questo nido a forma di coppetta è rifinito e guarnito con della lana, delle piume e pelurie vegetali. L'esterno del nido praticamente bianco è mascherato grazie al muschio che appiccica alle pareti per evitare lo sguardo dei predatori ed altri sguardi indesiderati. La deposizione consta da 4 a 6 uova azzurrognole picchiettate di nero. Ci sono generalmente 2 covate per anno nel periodo che intercorre tra Aprile ed inizio Settembre. La femmina è l’unica che cova ed è nutrita dal maschio. I giovani sono nutriti da entrambi i genitori, escono dal nido verso la fine di due settimane. Il colore dei pulli è grigiastro per la testa, schiena e petto, mentre le remiganti e le rectrices sono nere. Le ali sono barrate di giallo. I colori finali saranno visibili dopo la muta.
RIPRODUZIONE IN CATTIVITÀ
Si può affermare che al giorno di oggi l'allevamento del cardellino è diventato comune. L’ allevamento per coppia singola è da privilegiare. Box-voliera di 1x2x2m (lxLxh) sono la soluzione migliore e ottimale per cominciare questo tipo di allevamento. Alcuni tentativi sono riusciti in gabbie, ma spesso i colori finali del cardellino saranno più tenui !Metodo d’allevamento in gabbia, praticato soventemente nelle regioni del Sud.
Gli uccelli passeranno insieme l'inverno per ottenere una buona intesa tra i due partner. Col passare dei giorni e delle settimane il maschio comincerà ad interessarsi alla femmina e comincerà ad effettuare alcune parate amorose (ruota). Verso la fine Marzo, i materiali atti alla costruzione del nido saranno appesi nella voliera o nella gabbia. Questi materiali possono essere dei mazzi di ginestre o di tuia (tulle ?). Alcuni giorni più tardi, dei nidi saranno predisposti in diverse locazioni all’interno della voliera e/o gabbia. L'indizio della perfetta forma amorosa del cardellino è il tratto nero del becco che sparisce conferendo al becco un colore madreperla. Logicamente, verso metà aprile il nido a forma di coppa sarà costruito, spesso nella parte più alta e frontale della voliera. Per eccitare e stimolare la femmina a fare il suo nido, le si forniranno dei materiali di colore bianco. La cova delle uova dura da 13 a 14 giorni e la femmina è l’unica a covare così come in natura. Un'attenzione particolare deve essere prestata al maschio che in caso di forte eccitazione tenderà a bucare le uova e ugualmente tenderà a distruggere il nido. Qui la vigilanza dell'allevatore dovrà essere aumentata al massimo. Alla nascita dei pulli, si dovranno aggiungere proteine animali al menù dei nostri cardellini, questo apporto nutrizionale aumenterà le nostre probabilità di riuscita dell’allevamento. I due genitori si dedicano generalmente bene ad imbeccare i pulli. Questi escono dal nido verso il ventesimo giorno ed i genitori continuano l'allevamento fino allo svezzamento. La femmina in buona condizione, e che abbia ricevuto un regime alimentare corretto, rifarà volentieri una seconda deposizione. L'inanellamento dei novelli è da compiersi prestando un’attenzione particolare, la femmina infatti, tiene il nido in uno stato di pulizia quasi perfetto, per cui è consigliabile camuffare gli anelli con del cerotto color rosa, per evitare che i novelli recentemente anellati vengano scaraventati fuori dal nido dalla femmina intenta a pulire il nido da quello strano oggetto luccicante. Se avrete la fortuna di condurre a buon fine parecchie nidiate di cardellini, è consigliabile somministrare una piccola cura a base di un complesso vitaminico durante il periodo di muta.
MUTAZIONI CONOSCIUTE
Il cardellino bruno : mutazione sesso legata e recessiva rispetto all'allele ancestrale.
L'eumelanina nera è trasformata dalla mutazione in bruno, ciò dà come risultato che le parti nere dell'uccello diventino bruno scuro. In questa mutazione, le parti brune già presenti nella forma ancestrale sono molto più rinforzate ed il colore bruno è più sostenuto e caldo. Questa importante mutazione ci dà l'occasione di vedere degli uccelli che non hanno perso niente della loro taglia e della loro forma, questo perché il bruno è anche un pigmento presente in misura notevole nella forma ancestrale.
Il cardellino agata : Mutazione sesso legata e recessiva rispetto all'allele ancestrale.
Così come l’analoga mutazione nella canaricultura, la mutazione agata produce una riduzione dell'eumelanina nera e tende a fare sparire la feomelanina bruna. Il risultato porta a un uccello con schiena, fianchi e “fungo” di colore grigiastro. Il colore nero è ridotto leggermente, ma resta comunque nero anche se un poco meno intenso. La maschera non cambia tonalità, le banda alari sono intatte. Le zone lipocromiche non sono dunque interessate da questa mutazione
Il cardellino isabella : Mutazione sesso legata e recessiva rispetto all'allele ancestrale.
Questa mutazione è caratterizzata da una colorazione estremamente delicata. È stata ottenuta attraverso il crossing-over, risultato dell'accoppiamento della mutazione Bruna X la mutazione Agata (vale anche l’inverso). Questo accoppiamento produce novelli maschi di colore ancestrale ma con un patrimonio genetico considerevolmente modificato. Questi maschi sono portatori dei tre tipi di melanine, bruno, agata ed isabella. La colorazione dei cardellini isabella è fortemente diluita. Le remiganti e le rectrices sono di colore bruno chiaro, la schiena, i fianchi ed il fungo di colore sabbia, (beige cammello). Anche questa mutazione non intacca i colori delle parti lipocromiche.
Il cardellino pastello : Mutazione sesso legata e recessiva rispetto all'allele ancestrale.
Il fattore pastello possiede la peculiarità di ridurre sia la eumelania che la feomelanina.. Ciò produce l'effetto di un uccello più chiaro su tutto il corpo. Le remiganti e le rectrices diventano nero/grigiastro, il bruno della schiena subisce una netta e visibile riduzione, idem per i fianchi ed il fungo. Questa riduzione produce perciò un petto più bianco. La maschera subisce in questa mutazione una leggera riduzione, e dal colore rosso, passa al colore arancione vivo. In termini di mutazioni, la pastello possiede diversi gradi di pastellizzazione , in una stessa nidiata, due nidiacei pastello non sono necessariamente della stessa tonalità.
Il cardellino satiné : Mutazione sesso legata e recessiva rispetto all'allele selvaggio.
Ci troviamo di fronte ad una mutazione che riduce ulteriormente i colori rispetto alla mutazione isabella. Gli occhi sono rossastri. Il corpo dell'uccello è a dominanza beige molto chiara. La maschera resta rossa.
Il cardellino giallo : Mutazione autosomica dominante. Le parti bianche del petto e del codione sono sostituite dal giallo. Tutte le altre parti del corpo restano immutate.
Altre mutazioni : Altre mutazioni sono oggetto di sviluppo. Le denominazioni date a questi soggetti devono essere ancora oggetto di studi approfonditi. La genetica di questi stessi uccelli deve essere ancora testata per essere certi del comportamento delle varie mutazioni in quanto all'ereditarietà. Si possono vedere in questi ultimi tempi dei cardellini Eumo, Opale, Pheo, Melanici ed altre combinazioni. Nel prossimo futuro sapremo se si potrà creare e definire uno standard preciso per questi uccelli.
Queste poche righe vi mostrano l'evoluzione che è avvenuta nel mondo dell’allevamento del cardellino. Eurobird and Co vuole contribuire a questo sviluppo. Insieme, siamo più bravi, abbiamo più di idee e il nostro hobby ne approfitterà.
Una scheda tecnica pubblicata da
Eurobird and Co.
Testo di Jean-Eric ADAM.