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il fanello

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Foto e testi a cura del Dott.Lorusso Antonio

Il Fanello (Cardueslis cannabina) by Antonio Lorusso


INTRODUZIONE

Il fanello è una delle specie indigene meno allevate da noi in Italia, probabilmente a causa della sua indole selvatica e del suo carattere estremamente diffidente che fanno desistere i più dal tentarne la riproduzione. E' questo purtroppo l'unico neo di questa stupenda specie che possiede un aspetto davvero accattivante. Il suo disegno è netto ed armonioso, su di esso si mescolano dei colori bellissimi, dal bruno caldo del dorso al rosso vivo di fronte e petto, dal grigio del disegno facciale al bianco candido della banda alare che stacca elegantemente sul nero delle remiganti. Il suo canto poi, è molto melodioso, caratteristicamente flautato, molto apprezzato dagli appassionati, specie dagli inglesi che lo ritengono superiore a quello dello stesso cardellino.
ALLEVAMENTO
Allevare il fanello in cattività non è impresa molto ardua, tutto sta nell'entrare in sintonia con il suo difficile carattere per riuscire poi a soddisfare le sue poche ma essenziali esigenze.In base alle mie esperienze personali, consiglierei di alloggiarlo in gabbie non inferiori ai 90 cm, chiuse su tutti i lati eccetto il frontale. L'alimentazione da me fornita nel periodo di riposo, anche in ragione delle miti temperature invernali del meridione, era abbastanza leggera. La solita base di scagliola a cui aggiungevo un misto per fringillidi costituito da niger, perilla, canapa, lattuga e cardo. Le mie coppie andavano in estro verso la metà di aprile, epoca in cui appendevo i nidi nei due angoli superiori del frontale, dando così alla femmina la possibilità di scelta. Rendevo inoltre il sito di nidificazione ben occultato, ma non oscurato. L'alimentazione del periodo riproduttivo era arricchita da semi germinati asciugati col pastone secco all'uovo e uovo sodo a parte. Le femmine in genere effettuavano deposizioni abbondanti (fino a 7 uova) che covavano con assiduità. E' molto importante che nel periodo riproduttivo i fanelli beneficino della massima tranquillità, evitando la presenza di estranei nel locale di allevamento e limitando la propria allo stretto necessario. Utilizzando questa accortezza si può tranquillamente lasciare alla femmina l'incombenza della cova e dell'allevamento dei nidiacei, certi della sua diligenza. Alla schiusa la fanella dimostrerà di essere una madre eccellente, palesando doti nutricatorie di cui personalmente non ho mai potuto osservare eguali, nemmeno nelle femmine che utilizzo come fidate balie. I piccoli raggiungono l'indipendenza in circa un mese ed a quell'età sono già riconoscibili i due sessi. I maschi presentano una tonalità di bruno del dorso più calda e, caratteristica fondamentale, l'area bianca delle remiganti raggiunge quasi la rachide della penna, mentre nelle femmine si arresta a 1-1,5 mm dalla rachide. Detto così sembra un pò complicato, ma mettendo i soggetti a confronto tale differenza salta subito agli occhi.
MUTAZIONI
Sembra che ad oggi sia apparsa nel fanello solo la mutazione bruno, purtroppo la documentazione iconografica in merito è piuttosto scarsa. Tale mutazione è al momento ancora in fase di fissazione, in futuro ulteriori ibridazioni sperimentali in complementazione permetteranno di accertarne la effettiva locazione genica. Tempo fa ebbi modo di osservare, presso un allevatore della zona, una mutazione che non avevo mai visto né udito prima. Si trattava di un maschio di cattura che presentava le zone di elezione gialle anziché rosse. Presumo si trattasse di una mutazione corrispondente alla "giallo" degli estrildidi, probabilmente a carattere dominante visto che era comparsa in un maschio. Purtroppo il rarissimo esemplare, in mani inesperte, morì dopo qualche giorno.
IBRIDAZIONE
In ibridazione con il canarino, volendo usare il maschio fanello, si può ricorrere ad una canarina melaninica a fattore rosso mosaico, possibilmente una nero. Volendo invece ibridare le femmine col canarino maschio, per ottenere ibride chiare, consiglierei un canarino melaninico rosso mosaico, un agata pastello od un satinè, che rappresenta un classico di tale ibridazione. Nell'ibridazione con altri fringillidi, ibridi campioni si ottengono con il ciuffolotto, il crociere ed il cardinalino, solo per citarne alcuni.Personalmente ho ottenuto ibridi di fanello con il cardellino e con l'organetto, ritengo tali accoppiamenti non eccessivamente difficili, sia sul piano etologico che su quello genetico.Ho allevato i fanelli per diversi anni, poi ho dovuto purtroppo rinunciare alla loro presenza in allevamento perché il viavai di persone nel locale di allevamento rendeva l'ambiente poco idoneo alla riproduzione di questa specie molto timorosa. Spero di aver stimolato qualcuno a tentare un'esperienza con questa bella specie, oggi poco allevata ma che molto ha da dare all'allevatore di fringillidi.



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