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la filogenesi nei fringillidi

articoli

a cura del Dott. Antonio Lorusso

La filogenesi dei Fringillidi by Antonio Lorusso


INTRODUZIONE
La famiglia dei fringillidi è la più numerosa del mondo aviare, contando quasi 1000 specie. La molteplice varietà di specie che oggi vediamo è il risultato di lunghi e complessi processi evolutivi che, partendo dal primitivo progenitore della famiglia, hanno portato nel corso di milioni di anni alla comparsa delle diverse specie. La dinamica di tali processi è ancor oggi di difficile interpretazione, anche se recenti studi condotti sul DNA dei fringillidi stanno cercando di far luce su questa complessa materia.
Per poter comprendere meglio questa dinamica, sarà opportuno fare prima dei brevi cenni classificativi.
INQUADRAMENTO TASSONOMICO
La tassonomia è una disciplina che si occupa della classificazione degli esseri viventi sulla base di una ricostruzione della loro storia evolutiva. La moderna tassonomia opera una classificazione secondo il metodo filogenetico. Tale metodo, partendo dalle diverse specie, ne ricostruisce le relazioni di discendenza e di parentela, riconducendole ad una specie ancestrale comune. Il risultato di un’analisi filogenetica è un albero filogenetico alla cui base si trova la specie progenitrice comune e, attraverso le ramificazioni che rappresentano i processi evolutivi e differenziativi, si arriva alle diverse specie. Nel caso della famiglia dei fringillidi, la classificazione filogenetica dei diversi generi e delle specie ad essi appartenenti è avvenuta esclusivamente mediante una valutazione morfologica e comportamentale, in poche parole in base al fenotipo (concetto molto più familiare a noi allevatori). In tabella è riportata la attuale classificazione scientifica della famiglia dei fringillidi (secondo Sibley & Monroe, 1990).
Recenti studi filogenetici condotti sui fringillidi e basati sull’analisi molecolare del DNA mitocondriale, propongono di modificare l’attuale classificazione. Lo studio del genoma ha infatti dimostrato che i rapporti di parentela tra alcune specie dello stesso genere, fino ad oggi supposti, non corrispondono in realtà alla loro storia evolutiva.
Ciò rappresenta, per noi allevatori, una novità assoluta, che ci aiuta a comprendere meglio le affinità ibridologiche tra le diverse specie, offrendo spunto per innumerevoli considerazioni di carattere ornicolturale.Andiamo ora a vedere, genere per genere, le nuove proposte classificative basate sull’analisi molecolare del DNA.
RISULTATI DEGLI STUDI FILOGENETICI
FRINGUELLO E PEPPOLA
Fringuello, Fringuello blu e Peppola discendono da un unico progenitore che è comparso poco dopo (o poco prima, secondo alcuni) che vi fosse la divergenza evolutiva tra fringillidi ed emberizidi. Pertanto il genere
Fringilla risulta essere il più antico della famiglia, il suo progenitore sarebbe comparso intorno a 17 milioni di anni fa. Il Fringuello blu delle Canarie è una specie sorella del Fringuello e ha avuto origine in seguito all’isolamento geografico nelle Canarie di una popolazione di quei progenitori che avrebbero poi dato vita al Fringuello comune.
I CROCIERI
I crocieri (genere
Loxia) risultano essere strettamente imparentanti con gli organetti, pur avendo un’origine più antica di questi ultimi. I crocieri possiedono un caratteristico becco incrociato per estrarre i semi delle conifere e probabilmente hanno avuto origine da un antenato dei Carduelis intorno a 10 milioni di anni fa, epoca in cui le conifere erano molto diffuse sul pianeta.
ORGANETTI E FANELLI
Gli organetti discendono dallo stesso antenato dei crocieri e potrebbero essersi evoluti in un periodo in cui le pigne erano scarse e quindi l’ipotetico progenitore degli organetti fu costretto ad allontanarsi dai boschi di conifere per trovare cibo nelle piccole piante mesoterme limitrofe. Questa variazione delle esigenze alimentari avrebbe provocato la perdita del caratteristico becco incrociato. La comparsa degli organetti sembra essere avvenuta circa 9 milioni di anni fa, quando ci fu un netto declino del numero di conifere dopo le glaciazioni del Pleistocene. Gli organetti sono geneticamente molto distanti da Fanello e Fanello nordico, con i quali erano in precedenza compresi nel genere
Acanthis. Gli studiosi propongono di classificare gli organetti non più nel genere Carduelis, in cui si trovano attualmente, ma nel genere Loxia, vista la stretta parentela con i crocieri.
I CIUFFOLOTTI
Le sei specie di ciuffolotti che compongono il genere
Pyrrhula, insieme al Ciuffolotto delle pinete (Pinicola enucleator), discendono da un unico progenitore. Questo doveva essere molto simile al Ciuffolotto delle pinete ed ha dato origine, circa 11 milioni di anni fa, al Ciuffolotto delle pinete ed al Ciuffolotto bruno (Pyrrhula nipalensis), da cui si sono poi differenziate le altre cinque specie del genere Pyrrhula.
L’attuale genere
Pinicola andrebbe quindi suddiviso tra il genere Pyrrhula, in cui andrebbe inserito il Ciuffolotto delle pinete ed il genere Carpodacus, a cui andrebbe aggiunto il Ciuffolotto dei ginepri (Pinicola subhimachalus).
I FROSONI
Il Frosone (
Coccothraustes coccothraustes) è geneticamente molto distante dai frosoni asiatici (generi Eophona e Mycerobas) e da tutti gli altri carduelini, anche se un’eventuale parentela con i frosoni americani (genere Hesperiphona) non è stata ancora indagata. Per tale motivo i ricercatori propongono di classificarlo come singola specie, da porre al di fuori del gruppo dei carduelini.
I generi
Eophona e Mycerobas, a cui appartengono i frosoni asiatici, sono strettamente imparentati tra loro e probabilmente il progenitore del genere Eophona, che risulta essere il genere più antico, ha dato origine al genere Mycerobas. La loro comparsa sulla terra risale a 14 milioni di anni fa, sono quindi più antichi dei generi Carduelis, Pyrrhula, Carpodacus, e Loxia.
I CARPODACHI
Dal punto di vista genetico tutti i rappresentanti del genere
Carpodacus sono strettamente imparentati tra loro, ad eccezione del Carpodaco del Nepal (Carpodacus nipalensis) che non fa parte del gruppo dei carpodachi. Per quanto riguarda il carpodaco messicano (Carpodacus mexicanus), questo risulta geneticamente più vicino al genere Carduelis che al genere Carpodacus, per cui questa specie, insieme agli altri carpodachi americani che non sono ancora stati studiati dal punto di vista genetico, potrebbero non appartenere al genere Carpodacus.
Al genere
Carpodacus vanno inoltre aggiunti Ciuffolotto siberiano (Uragus sibiricus) e Ciuffolotto fiammante (Haematospiza sipahi), strettamente imparentati con tutti gli altri rappresentanti del genere, ed il Ciuffolotto dei ginepri.
IL GENERE CARDUELIS
Il gruppo più antico del genere
Carduelis è quello dei verdoni, il cui progenitore è comparso 10 milioni di anni fa.
Il Lucherino d’America e il lucherino di Lawrence sono comparsi sette milioni di anni fa e probabilmente derivano dallo stesso progenitore del Fanello.
Il Lucherino eurasiatico (
Carduelis spinus) è strettamente imparentato col Lucherino dei pini (Carduelis pinus), entrambi sono comparsi sei milioni di anni fa.
Il Venturone, stando agli studi condotti sul suo DNA, è da considerarsi a tutti gli effetti un
Carduelis. È comparso 6 milioni di anni fa, rimanendo poi isolato geograficamente sulle montagne europee. Dall’antenato del Venturone sembra discendere il Cardellino, che si è poi molto diversificato dal suo progenitore in quanto si è specializzato nell’alimentarsi di semi di cardo. Le glaciazioni del Pleistocene hanno poi isolato geograficamente le popolazioni di cardellini, determinando la diversificazione del Cardellino europeo (Carduelis carduelis) dal Cardellino dell’Himalaya (C. carduelis caniceps).
Il gruppo di
Carduelis più recente è quello dei lucherini sudamericani, che si sono differenziati negli ultimi 4 milioni di anni. Infatti, con l’emersione dell’Istmo di Panama, molte specie vegetali passarono a colonizzare l’America del sud, e con esse, alla ricerca di cibo, anche il progenitore dei lucherini sudamericani. Questo doveva essere molto simile al Lucherino pettonero (C. notata) ed ha poi dato origine alle diverse specie del gruppo attraverso un processo di speciazione molto rapido, conclusosi 2 milioni di anni fa. Tale processo è cominciato con una separazione da nord a sud, avvenuta lungo la catena andina, che ha dato origine al Lucherino pettonero (C. notata) ed al Lucherino dai mustacchi (C. barbata). Una seconda divisione sarebbe poi avvenuta lungo le ande peruviane in corrispondenza dell’attuale territorio di distribuzione del Lucherino oliva (C.olivacea). I più recenti processi di speciazione sembrano aver originato tre coppie di specie sorelle: Lucherino ventregiallo/Negrito (C. xanthogastra/C. atrata), Lucherino testanera/Lucherino di Yarrell (C. magellanica/C. yarrellii), e Cardinalino del Venezuela/Lucherino beccogrosso (C. cucullata/C. crassirostris).
IL GENERE SERINUS
Il progenitore dei
Serinus è comparso nel Miocene (9 milioni di anni fa), epoca in cui il mar Mediterraneo stava chiudendo le comunicazioni oceaniche. Il processo di speciazione, che ha portato alla comparsa delle specie attualmente comprese nel genere, è stato rapidissimo. Alcuni autori considerano il Lucherino tibetano (Serinus thibetanus) un Carduelis, anche se maggiore chiarezza ci sarà solo quando verrà analizzato il genoma di questa specie. Il Venturone è invece chiaramente al di fuori del genere Serinus.


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BIBLIOGRAFIA
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Massa R.
I nomi in lingua italiana degli uccelli di tutto il mondo. Università degli Studi di Milano. 2000.
Antonio Lorusso
antonio_lorusso@hotmail.com

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