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a cura di Jean Eric Adam
Le dimensione degli uccelli by Jean-Eric Adam
La dimensione degli uccelli, sì ma.…… Non a scapito del colore!
Sempre più, in occasione di esposizioni locali, nazionali o internazionali, possiamo contemplare degli uccelli che possiedono una dimensione al di là di ciò che si può trovare nella natura. Canarini, Mandarini o Ciuffolotti, non possono contraddirci in questa constatazione. Questo stato di cose non è una critica, ma un'analisi oggettiva dell'evoluzione delle mentalità e dei criteri di selezione degli allevatori che siamo.
Concordiamo tutti nel dire che la visione di un argomento più grande, più armonioso, è un godimento oculare. Ma, ancora, occorre che quest'argomento sia in armonia con tutti gli altri criteri di giudizio.
Prendiamo un esempio che è in relazione diretta con il nostro club, Ciuffolotto rosso fiammante (Bouvreuil Ponceau) ! Quest'uccello con selezione rigorosa e metodica, è arrivato ad avere una dimensione fenomenale ed armoniosa.
TUTTAVIA, pochi di quest'uccelli presentano un colore ideale! La questione è PERCHÉ ?
È abbastanza semplice da comprendere, tutto è questione della lunghezza di piume e d'intensità lipocromica. In natura, esistono allo stato selvaggio degli uccelli INTENSIVI e degli uccelli BRINATI, che si accoppiano o no insieme. Per questi casi, noi allevatori, non abbiamo la possibilità di gestire tutti questi accoppiamenti. È perché possiamo scorgere vari tipi e vari colori per la stessa razza d'uccello, esempio il Verdone.
Si può facilmente dedurre che una percentuale elevata di uccelli selvatici non corrisponde alle norme dello standard in vigore che ci chiede di raggiungere un obiettivo, o di avvicinarsi il più possibile. Per contro, nei nostri allevamenti possiamo gestire TUTTO! Abbiamo tutte le facilità per tenere conto di tutti i parametri di ciascuno dei nostri uccelli, ed a partire da ciò, abbiamo tutto lo svago di fare esattamente ciò che ci soddisfa! Da alcuni anni, una certa categoria di allevatori ha scelto "di produrre" soggetti di taglia più grande, vedere molto più grande di ciò che è naturalmente possibile trovare.
Molte persone gestiscono il loro allevamento in modo più scientifico che si possa immaginare. Misure di lunghezza di piume ed analisi al microscopio allo scopo di individuare il tasso lipocromico di queste, sono diventate più correnti e più utilizzate. Ma, PRUDENZA, un grande e grosso uccello non vuole inevitabilmente dire con esattezza che CORPORALMENTE (scheletro, muscoli, ecc....) quest'uccello è più grande di un uccello detto "normale". L'impressione di dimensione e di lunghezza è al 98% dovuta alla struttura del piumaggio .Esiste certamente come nell'umano dei "giganti naturali", ma come per noi questa percentuale è molto debole!
Piccola spiegazione per ciò che è stato appena detto: Se accoppiamo selezionando ogni volta uccelli a lunghissime piume, arriveremo a creare IN MODO VISIVO uccelli più grandi e più grossi. L'inverso della medaglia è che perderemo INEVITABLEMENTE dell'intensità di colore dal fatto dell'allungamento delle piume, ed anche il problema del piumaggio allentato che è così spesso penalizzato sulle schede di giudizio. Occorre sapere che il meccanismo naturale del deposito lipocromico nell'uccello, funziona sempre allo stesso modo e che questo meccanismo non tiene conto della lunghezza e della larghezza della piuma.
Comprendendo questa funzione del sistema dell'uccello, si osserva rapidamente il fatto che ci sono INTENSIVI e BRINATI e che i brinati sono sempre meno intensi dei soggetti a piume più corta.
Una buona gestione del piumaggio ed una buona conoscenza del colore voluto dallo standard, vi garantiranno quasi a colpo sicuro di non fare nati con troppi difetti. Certamente nulla è perfetto, ma se si possono evitare troppi scarti, perché non tenerne conto? Questa pratica è valida per tutti i tipi di uccelli!
Allora, diciamo SÌ ad uccelli di dimensione un po' più grande ed armoniosa, MA, diciamo anche SÌ ad un'armonia totale dei parametri dell'uccello. COLORE, DIMENSIONE e DISEGNI devono formare un tuttuno e tendere verso un uccello d'esposizione con un numero minore di difetti possibile. Certe mode passano inevitabilmente ed la grande moda degli uccelli enormi sta molto delicatamente volgendo alla sua fine. Avendo l'occasione di visitare molte mostre internazionali, possiamo osservare che le medaglie sono distribuite in una percentuale più elevata ad uccelli un po'più piccoli, ma con disegni ed un colore ben netti. C’è da credere che, oggi, si ricomincia a tenere conto che l'uccello d'esposizione deve essere anche in sintonia con la sua specie originale.
Per concludere quest'articolo, vorrei a titolo personale comunicarvi una piccola idea che mi frulla nella testa da qualche istante. Ho la convinzione intima che EUROBIRD and Co (in concertazione con il CLUB dei FRINGILLIDI) può essere un precursore ed un club avanguardista proponendo ai suoi membri di tentare di fissare i cambiamenti conosciuti su soggetti di più piccola taglia, io penso qui a cardellini eleganti e a ciuffolotti pivoine. Sarebbe interessante fare un raffronto dopo alcune stagioni per determinare così se si o no i colori sarebbero più forti su uccelli più piccoli.
Non dubito un solo istante che questo lavoro richiederà del tempo, ma ciò ne varrebbe forse la pena. Essendo EUROBIRD and Co un club specializzato nella materia, si potrebbero molto bene creare classi distinte in futuro. Immaginiamo un Ciuffolotto Bruno Pastello della taglia di un Ciuffolotto pivoine o di un Cardellino Elegante in mutazione Agata.
Non si dice che un hobby cambia, è un hobby che vive?
Jean-Eric ADAM